mercoledì 27 maggio 2026 - 16:04
Gli americani sappiano che il tempo non tornerà indietro / La principale manifestazione di avversione verso i politeisti va oltre la stagione del Pellegrinaggio

L’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, Leader della Rivoluzione Islamica, in un messaggio in occasione dell’arrivo della stagione del pellegrinaggio abramitico, ha definito i riti e le invocazioni dense di simboli e misteri dell’Hajj come segni eterni per l’umanità, orientati alla migrazione verso Dio Altissimo, alla liberazione dai vincoli di Satana e dei suoi seguaci, allo sforzo incessante per adempiere ai doveri divini, alla liberazione dalle passioni dell’anima e al conseguimento della felicità terrena e ultraterrena.

Agenzia Hawzah News – Riportiamo di seguito il testo del messaggio del Leader della Rivoluzione Islamica alla comunità islamica, letto ieri mattina nella piana di Arafat dall’Hojjatoleslam Navvab, rappresentante della Guida Suprema e responsabile dei pellegrini iraniani.

Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo

لبّيك اللهمّ لبّيك، لبّيك لا شريكَ لك لبّيك، إنّ الحمدَ والنعمةَ لك والمُلك

Labbayka Allahumma labbayk, labbayka la sharika laka labbayk, inna’l-hamda wa’n-ni‘mata laka wa’l-mulk

«Eccomi, o Dio, eccomi. Eccomi, Tu non hai alcun socio, eccomi. In verità, ogni lode, ogni grazia e ogni sovranità appartengono a Te»

Anche quest’anno è giunta la stagione del Pellegrinaggio e i pellegrini della comunità islamica hanno indossato l’iḥrām [veste e stato di consacrazione rituale del Pellegrinaggio] della servitù divina e pronunciato la talbiyah [formula rituale pronunciata dai pellegrini in diverse occasioni a partire dall’ingresso nello stato di iḥrām] per migrare dalla vita materiale e ordinaria verso una vita divina e beata; una vita fondata sul monoteismo, imperniata sull’adorazione del Signore Altissimo, sul rigetto, la negazione e la manifestazione di avversione verso gli andād-Allāh [le false divinità associate a Dio]. Ma l’opportunità di questa migrazione non appartiene soltanto ai visitatori e ai pellegrini di quest’anno della Casa di Dio: essa comprende tutti i fratelli e le sorelle musulmani dell’Iran e del mondo intero, da coloro che negli anni passati hanno già compiuto il Pellegrinaggio fino a quanti non hanno ancora avuto la possibilità di adempiere ai suoi riti.

La condizione di questa migrazione consiste nell’indossare una consacrazione [iḥrām] permanente attorno al ricordo di Dio; nel compiere una rotazione [tawāf] continua attorno all’asse della Verità; nello sforzo [saʿy] incessante tra le alte vette dei doveri divini; nella lapidazione [ramy] permanente del malvagio Satana, con tutte le sue seduzioni e i suoi seguaci; nella sosta [wuqūf] accompagnata da attenzione e supplica; nel nutrire [iṭʿām] il povero impossibilitato a muoversi e il viandante; nel sacrificare [hady] le passioni e le inclinazioni devianti e nel purificare le impurità interiori; e, in ogni situazione, nell’essere pronti al servizio e nell’innalzare la bandiera della difesa della verità.

Fu così che il popolo iraniano, nel miqāt [luogo d’incontro] della Rivoluzione Islamica, intraprese il cammino di questa stessa migrazione: rispose al richiamo abramitico del grande Imam Khomeini, si spogliò dell’abito della sottomissione al dominio straniero, indossò l’iḥrām della felicità terrena e ultraterrena e, pronunciando la talbiyah e avanzando con fervore, cercò di compiere una rotazione [tawāf] attorno all’asse degli insegnamenti dell’Islam puro muhammadico, avvicinandosi alla luce splendente della giustizia universale e della Wilayah Suprema. Allāhu Akbar, Allāhu Akbar, lā ilāha illā Allāh wa Allāhu Akbar, Allāhu Akbar wa lillāhi al-ḥamd, Allāhu Akbar ʿalā mā hadā-nā.

Sì, Allahu Akbar. Ed è con quest’arma [spirituale] dell’Allahu Akbar che il popolo musulmano dell’Iran si sollevò 47 anni fa, abbatté il regime ṭāghūtico [tirannico e illegittimo, in opposizione al principio divino], dittatoriale e dipendente dei Pahlavi, recise le mani e i piedi dell’America arrogante e oppressiva dal Paese e pose completamente fine all’influenza del sionismo in Iran.

Con questa stessa arma dell’Allahu Akbar, dopo l’aggressione del regime ba‘thista di Saddam contro il territorio iraniano, i combattenti coraggiosi e i giovani pronti al sacrificio diedero vita all’epopea degli otto anni della Sacra Difesa e, nonostante il sostegno di tutte le potenze d’Oriente e d’Occidente al regime ba‘thista, lo ricacciarono indietro. Questa resistenza proseguì poi salda e incrollabile negli anni successivi, di fronte agli assedi economici, ai colpi di Stato, alle sanzioni oppressive e agli innumerevoli attacchi politici, propagandistici ed economici dei nemici contro la Repubblica Islamica.

Allahu Akbar. È stata ancora quest’arma dell’Allahu Akbar a rafforzare i legami tra la comunità islamica e i giovani combattenti del Fronte della Resistenza, dall’Iran al Libano, alla Palestina, all’Iraq e alla Siria, dall’Africa e dallo Yemen fino all’Afghanistan, al Pakistan e a tutte le nazioni libere del mondo, affinché questa solida corda si levasse a difesa dell’integrità della comunità islamica contro gli aggressori usurpatori sionisti, annientasse l’ISIS, desse avvio all’operazione Tempesta al-Aqsa e mettesse in affanno il traballante regime sionista.

Allahu Akbar: sì, Dio, Benedetto ed Eccelso, è più grande di quanto possa essere descritto. È stata quest’arma dell’Allahu Akbar a permettere alla Repubblica Islamica dell’Iran, facendo affidamento su di essa, di colpire duramente il regime sionista nella seconda guerra imposta del Khordad 1404, di infliggere un forte schiaffo agli Stati Uniti aggressori e di impedire al nemico di realizzare il proprio obiettivo di piegare l’Iran.

E l’arma dell’Allahu Akbar conferì tale forza e vigore al popolo iraniano che, dopo il doloroso evento del martirio della grande guida, degno discendente del Nobile Profeta, Sua Eminenza il Grande Ayatollah Seyyed Ali Hosseini Khamenei – che Dio ne elevi il nobile rango – per mano dei più malvagi del mondo contemporaneo, esso conobbe una rinascita divina e, con una presenza totale in ogni ambito necessario, lasciò il mondo intero attonito dinanzi alle proprie imprese.

In verità, Dio, Benedetto ed Eccelso, è più grande di quanto possa essere descritto. Ancora una volta, con quest’arma dell’Allahu Akbar, i coraggiosi combattenti e le devote forze armate dell’Iran islamico, insieme ai combattenti del Fronte della Resistenza, in particolare l’amato Libano, hanno conseguito importanti vittorie nella terza guerra imposta, contro i due eserciti terroristici degli Stati Uniti e del regime sionista, armati fino ai denti. Affidandosi al Signore e servendosi dei propri missili e droni sulla terra, in aria e in mare, essi hanno compiuto la lapidazione [ramy] del Grande Satana, cioè l’America, e della sua bestia addestrata, il regime sionista, contemplando con i propri occhi la promessa veritiera di Dio riguardo al sostegno ai combattenti sulla via divina.

E ancora Allahu Akbar. Senza dubbio, Dio, Benedetto ed Eccelso, è più grande di quanto possa essere descritto e le Sue schiere prevalgono su ogni potenza. Ed è con quest’arma dell’Allahu Akbar che, in seguito alla rinascita del popolo iraniano e del Fronte della Resistenza, si realizzerà la rinascita dell’intera comunità islamica e la manifestazione di avversione verso i politeisti si estenderà dalla lapidazione delle stele del Pellegrinaggio agli ambiti della vita individuale, sociale e politica dei musulmani in ogni parte del mondo. La comunità islamica e i popoli della regione possiedono numerose capacità e interessi comuni, destinati a plasmare il nuovo ordine e la futura configurazione della regione e del mondo.

Con sincerità e purezza d’intenti invito tutti i Paesi e i governi islamici all’amicizia e alla cooperazione nel bene, affinché, lavorando insieme, si possa progredire verso l’elevazione della comunità islamica e la risoluzione dei problemi del mondo musulmano.

Ciò che in questo ambito è certo è che la lancetta del tempo non tornerà indietro e i popoli e i territori della regione non saranno più lo scudo delle basi americane. Oltre al fatto che l’America non avrà più un luogo sicuro nella regione per le proprie azioni ostili e per l’installazione di basi militari, essa si allontana ogni giorno di più dalla posizione che occupava in passato. Anche il traballante regime sionista, questa entità cancerosa, si avvicina alle fasi finali della sua esistenza maledetta e, con il permesso di Dio e secondo la parola ferma e lungimirante pronunciata dieci anni fa dal grande Leader Martire – che Dio ne santifichi la pura anima – non vedrà i venticinque anni successivi a quella data, inshAllah.

Per questo motivo, quest’anno la questione della manifestazione di avversione verso i politeisti riveste un’importanza ancora maggiore, e la profondità e l’estensione della manifestazione di avversione verso l’America e il regime sionista vanno oltre il rito della manifestazione di avversione nella stagione e nel luogo del Pellegrinaggio. Dopo questi giorni benedetti, «Morte all’America» e «Morte a Israele» saranno slogan diffusi della comunità islamica e degli oppressi del mondo, in particolare dei giovani.

Il futuro appartiene alla comunità islamica e alla nuova civiltà islamica, e ciascuno di noi può svolgere un ruolo, in misura del proprio impegno, delle proprie capacità e responsabilità, nella realizzazione e nell’avvicinamento a questo futuro. I pellegrini iraniani dell’Hajj di quest’anno hanno un ruolo efficace e rilevante nel raccontare agli altri fratelli e sorelle musulmani la nostra vittoria nella terza guerra imposta e nel trasmettere loro speranza per un futuro luminoso.

Chiedo a tutti i cari pellegrini di impegnarsi a pregare per l’affrettarsi della venuta del Salvatore dell’umanità – che Dio ne acceleri la nobile manifestazione – e di pregare per l’unità della comunità islamica, per la liberazione della Palestina e della moschea di al-Aqsa, per la fine delle grandi sofferenze dei musulmani e per il conseguimento della vittoria finale contro la tirannia globale. Chiedo inoltre che mi includano nelle loro preghiere benevole.

O Signore, invia benedizioni su Muhammad e sulla Famiglia di Muhammad e avvolgi della Tua misericordia e della Tua benevolenza i pellegrini e tutta la comunità islamica. Concedi loro un Pellegrinaggio accettato, illumina i loro cuori con le luci della conoscenza e della consapevolezza e rafforza la loro determinazione e volontà nel cammino della riforma della condizione della comunità e della vittoria finale sui nemici dell’Islam.

O Signore, riversa la Tua immensa grazia e misericordia sulle anime pure dei martiri della via di Dio, in particolare sui martiri del Fronte della Resistenza e, in sommo grado, sul grande Leader Martire – che Dio ne elevi il nobile rango – e fa’ giungere un’ampia ricompensa spirituale alla sua anima celeste dalle opere del pellegrinaggio dei pellegrini, dall’adorazione degli adoratori e dallo sforzo di coloro che sono stati guidati sotto la direzione di questa nobile Guida della Ummah. Aiuta dunque il popolo iraniano e la comunità islamica a proseguire sul suo cammino e verso i suoi obiettivi.

O Signore, invia le Tue più elevate benedizioni e i Tuoi migliori saluti sul nostro signore e maestro, il Mahdi atteso – che le benedizioni e la pace di Dio siano su di lui e sui suoi puri Avi – e includi tutti noi e l’intera comunità islamica nelle sue pure e accolte preghiere. Illumina e adorna il mondo con la sua benedetta venuta, così come hai promesso; i nostri cuori sono colmi di certezza in quella promessa ineluttabile:

وَعَدَ اللَّهُ الَّذِينَ آمَنُوا مِنْكُمْ وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَيَسْتَخْلِفَنَّهُمْ فِي الْأَرْضِ كَمَا اسْتَخْلَفَ الَّذِينَ مِنْ قَبْلِهِمْ وَلَيُمَكِّنَنَّ لَهُمْ دِينَهُمُ الَّذِي ارْتَضَىٰ لَهُمْ وَلَيُبَدِّلَنَّهُمْ مِنْ بَعْدِ خَوْفِهِمْ أَمْنًا

«Dio ha promesso a quelli di voi che avranno creduto e compiuto le buone azioni, che invero li farà sicuramente succedere sulla terra, come fece succedere quelli [che furono] prima di loro, e che invero farà sicuramente predominare per essi la loro religione, che Egli ha gradito per essi, e che invero, dopo il loro timore, trasformerà [il timore] loro in sicurezza»

E che la pace, la misericordia e le benedizioni di Dio siano su tutti i nostri fratelli musulmani.

Dhu'l-Hijja 1447 [maggio 2026] – Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei

A cura di Mostafa Milani Amin

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